Nel paniere delle specialità agro-alimentari delle Dolomiti Bellunesi, la "Patata di Cesiomaggiore" è tra i prodotti maggiormente apprezzati e ricercati per bontà, genuinità e salubrità.
La tradizione contadina di montagna, l'area di produzione ad altissima naturalità e un rigoroso disciplinare di produzione, sono garanzia per il consumatore e orgoglio per l'agricoltore.
Con la definizione "Patata di Cesiomaggiore" si intende un limitato e preciso elenco di varietà da consumo, che sono specificatamente proposte per soddisfare le più pretenziose esigenze del consumatore in fatto di patate.
Marchio De.C.O.
Alla "patata di Cesiomaggiore" appartengono dunque varietà a differente consistenza, granulometria, umidità e colore, adatte alle diverse utilizzazioni culinarie. Infatti, ogni tipologia di patata, possiede una propria e marcata caratteristica, che valorizza al meglio il piatto a cui è destinata.
Tra la "patata di Cesiomaggiore" si può dunque trovare la varietà che meglio risponde alle proprie esigenze e si possono anche trovare vecchie varietà locali, quali la "patata corneta" o "la rafaiosa" che negli anni hanno saputo adattarsi alle locali caratteristiche pedoclimatiche ed esprimere caratteri qualitativi di prim'ordine.
L’apprezzamento migliore alla "Patata di Cesiomaggiore" viene, al di là della varietà utilizzata, dalle uniche ed originali condizioni di coltivazione. L’area di produzione della Patata di Cesiomaggiore è infatti un territorio unico, ineguagliabile e irripetibile.
Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che abbraccia tutto il territorio di produzione, l’altissimo grado di naturalità, la lontananza da grandi centri urbani, da grandi vie di comunicazione e insediamenti industriale, garantiscono una caratteristica produttiva impareggiabile.
Le condizioni di coltivazioni però offrono un'altra importante garanzia di qualità.
La vera e originale "Patata di Cesiomaggiore" è infatti coltivata secondo un rigoroso disciplinare di produzione, che nel senso dell’antica tradizione agricola locale, propone un prodotto in cui è severamente vietato qualsiasi trattamento di diserbo chimico, trattamenti insetticidi chimici, trattamento disseccanti nella raccolta o trattamenti antigermoglianti.
Proprio queste rigide regole, oggetto anche di controlli da parte di Tecnici del Servizio Fitosanitario della Regione Veneto e incaricati dell’Amministrazione Comunale di Cesiomaggiore, sottoscritte e garantite per iscritto dagli stessi produttori, hanno costruito l’ottimo consenso da parte dei consumatori alla Patata di Cesiomaggiore.
Tali sistemi produttivi, al di là dell’ottimo sapore del tubero, possono offrire al consumatore garanzia igienico sanitarie e di genuinità di alto livello.
Come detto la stessa Amministrazione Comunale di Cesiomaggiore, attraverso la concessione della denominazione De.C.O. (Denominazione di Origine Comunale) ha voluto sottolinearne l’importanza produttiva, garantirne e tutelarne l’alta qualità, bontà e genuità.
La "Patata di Cesiomagggiore" a seguito della 6^ revisione decretata dalla Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dell'Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari tradizionali, è stata inserita nell' Elenco nazionale dei proditti agroalimentari tradizionali.
La vera e originale "Patata di Cesiomaggiore De.C.O." deve essere sempre accompagnata dallo specifico cartellino con il logo della De.C.O., che ne garantisce origine e qualità.
I Prodotti Agroalimentari Tradizionali rappresentano un biglietto da visita dell'agricoltura italiana di qualità. Con il termine "prodotti tradizionali" s'intendono quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni.
Il "sistema" dei prodotti tradizionali è regolamentato dal decreto del 18 luglio 2000. L'Italia vanta oltre 4000 prodotti tradizionali.
I prodotti tradizionali agro-alimentari, insieme ai prodotti DOP e IGP, ai vini DOC e DOCG ei vini IGT e ai prodotti meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio, rientrano tra i prodotti tipici e sono oggetto di particolare attenzione da parte dei governi locali, regionali, nazionali e dell'Unione Europea.
Il fenomeno delle De.C.O. (Denominazioni Comunale di Origine) nasce a seguito delle Legge 08.06.1990 n. 142, e permette ai Comuni di valorizzare le attività e i prodotti agro-alimentari tradizionali nel territorio di competenza. Le De.C.O. non sono marchi di qualità, ma attestazioni che legano in modo anagrafico un prodotto al luogo storico di origine e dei censimenti di produzione che hanno un valore identitario per una comunità. Sono strumenti per valorizzare le risorse di una terra nel tentativo di garantirne la biodiversità, traendone talvolta vantaggi anche sul piano turistico ed economico. Rappresentano, insomma il passaggio dal generico "prodotto tipico" al "prodotto del territorio".
La "Patata di Cesiomaggiore" e con essa la varietà "corneta", è stata riconosciuta nella Carta Qualità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Anche la Festa Provinciale della "Patata di Cesiomaggiore" rientra tra i servizi della Carta Qualità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Molte le persone che collaborano alla riuscita della Festa della Patata: nella foto, il gruppo di una delle passate edizioni.
Il progetto di valorizzazione della Patata di Cesiomaggiore De.C.O. è un'iniziativa promossa e sostenuta dall'Amministrazione Comunale di Cesiomaggiore e coordinata dalla Cooperativa Agricola "La Fiorita", in collaborazione con l'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente "Antonio Della Lucia" di Feltre.
Le copertine di alcuni dei libri che parlano della patata di Cesiomaggiore: da sinistra, la Guida ai sapori lungo la Via Claudia Augusta Altinate, La grande cucina Bellunese, La Guida - Viaggio nell'Italia a Denominazione Comunale e la guida di Bellunese del Touring Club.
Lo Chef Vellino invece ha saputo ben apprezzare la patata di Cesiomaggiore, abbinandola ad un piatto della tradizione sarda nella ricetta Fregula sarda con patate di Cesiomaggiore e bottarga di muggine di Cabras: bravo chef Vellino!
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