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Il mais Sponcio

  • Cos'è il mais Sponcio
  • Il territorio di coltivazione
  • Un po' di storia
  • Il Consorzio di tutela
  • Riconoscimenti

Cos'è il mais Sponcio

Mais Sponcio

Il mais Sponcio

Il mais Sponcio è un'antica varietà bellunese a impollinazione libera, con pianta alta e vogorosa, ma a maturazione medio-precoce, ottimamente adattata alle zone montane bellunesi.

Presenta spighe affusolate a tutolo bianco, con semi dalla inconfondibile forma a punta del seme (rostro), da cui il nome dialettale Sponcio, cioè che punge.

La consistenza vitrea e il colore giallo-arancio intenso delle cariossidi, unitamente alla tradizionale macinatura semi-integrale a pietra, ne fanno una varietà ottima per ottenere la classica polenta di montagna, gialla, densa, soda, forte e profumata e con le caratteristiche pagliuzze marroni. La produttività si attesta mediamente sui 35 a.li/ettaro, con rese alla macinazione del 65% e valori elettrolitici della granella di oltre 85 kg/hl.

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Il territorio di coltivazione

Il mais Sponcio rappresenta nell'immaginario collettivo il tipico mais e dunque la tipica polenta della montagna veneta, con tutti i riferimenti che se ne possono trarre nell'unicità dell'ambiente dolomitico. Le vecchie varietà, arretrate in coltivazione dal fondovalle e relegate alle fasce pedemontane alte feltrine e bellunesi, trovano qui un ambiente ad alta naturalità, lontano da grandi centri urbani, vie di comunicazione e insediamenti produttivi; una nicchia unica per la conservazione della biodiversità.

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Un po' di storia

La presenza del mais è segnalata a Feltre già nel 1588 e nel 1637 si riferisce che la panocia sia qui già capillarmente diffusa (Gasperin Danilo - Polenta e Formenton 2002). Difficile risulta però puntualizzare sui nomi e sulla data d'introduzione delle singole varietà di mais allora coltivate. Occorre attendere le note del 1882 di G. Cantoni o le campionature scientifiche del 1904 della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Belluno per trovare precisi riferimenti ai mais rostrati o a becco, ovvero al nostro mais Sponcio.

Risulta plausibile che la diffusoine del mais Sponcio sia correlata, come per altre varietà, alle emigrazioni transoceaniche di fine ottocento nell'America del Sud. Da allora la storia del mais procedde secondo due binari, quello del rigore scientifico e quello della sapienza contadina (Gazzi Daniele - Cereali del Veneto 2003). Ciò ha permesso al progetto "Interventi per la tutela e la conservazione del germoplasma cerealico del Veneto" promosso dalla Regione Veneto e getito dall'Istituto "Strampelli" di Lonigo, di recuperare nel Bellunese a cura dell'Istituto Agrario di Feltre e del Museo Etnografico Provinciale, importanti varietà ed ecotipi locali di mais.

Macina di pietra.

Una vecchia macina.

Tra queste varietà, gli agricoltori locali associati hanno rivolto la loro particolare attenzione e sforzi imprenditoriali alla varietà rostrata, comunemente denominata Sponcio. Dal 1999 la Cooperativa Agricola La Fiorita ne ha avviato con successo la produzione, la valorizzazione e promozione, tanto da rendere necessario nel 2008 la creazione del Consorzio di Tutela.

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Il consorzio di tutela

Per tutelare prodotti e produttori, nel gennaio 2008 si è costituito il Consorzio Tutela Mais Sponcio, che oggi raggruppa circa venti agricoltori per un totale di circa 13 ettari coltivati. Le produzioni sono realizzate unicamente nel territorio Bellunese secondo un disciplinare tecnico sostenibile eco-compatibile, che di norma le fasi di coltivazione in campo, di essicazione, molitura e c onfezionamento. In accordo tra i Soci, quest'ultime fasi sono affidate alla Coop. Agricola La Fiorita che ne cura anche la vendita e la promozione.

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Riconoscimenti

Il mais Sponcio e la sua farina per polenta è inserito nell'Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, è Compreso dalla Regione Veneto tra le varietà a rischio di erosione genetica e meritevole di valorizzazione, inserito tra i prodotti "Carta Qualità" del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e tra i "Sapori" della "Strada dei Formaggi e Sapori delle Dolomiti Bellunesi".

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